L’importanza di riciclare la plastica.

RICICLARE: NON PIU’ UN DOVERE MA UNA NECESSITA’

La Terra non ci appartiene e dovremmo tenerlo sempre a mente. Siamo ospiti in questo luogo meraviglioso; per tale motivo il minimo che possiamo fare per sdebitarci del lusso che ci è stato concesso è prendercene cura per lasciare un posto migliore alle generazioni future. Riciclare la plastica rientra tra i comportamenti virtuosi che l’uomo può attuare al fine di garantire la sopravvivenza del pianeta Terra. Una società civile e lungimirante è la chiave per vivere in un mondo migliore in cui l’uomo con il suo intervento non distrugge ma si fa garante della sostenibilità. 

In occasione della quinta edizione del festival “38° Parallelo – tra libri e cantine”, il cui tema sarà “Tempo futuro, possibile sostenibile”, abbiamo deciso di trattare il tema del riciclo della plastica, un tema particolarmente sentito dagli anni ‘50 in poi e che al giorno d’oggi è divenuto fondamentale per la sopravvivenza del nostro pianeta.   

inquinamento
Coste inquinate dalla plastica

L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA: TANTO UTILE QUANTO DANNOSA

La plastica è un materiale altamente inquinante, ha avuto un aumento di produzione esponenziale grazie alla sua versatilità, robustezza, bassi costi e facilità di produzione. Queste proprietà le vengono conferite da sostanze chimiche, alcune delle quali particolarmente tossiche: gli ftalati. 

Nonostante gli innumerevoli vantaggi socio-economici, l’altra faccia della medaglia mostra quanto i rifiuti plastici siano tra i più dannosi per l’ambiente a causa della lentissima decomposizione dei polimeri che li compongono. È paradossale il fatto che la plastica possa essere tanto utile quanto dannosa per la caratteristica che più la rappresenta: la durevolezza. 

VOLONTARI RACCOLGONO LA PLASTICA
Sostieni la raccolta!

DAL MARE ALLA TAVOLA

Non è difficile prevedere il destino a cui stiamo condannando la Terra e i suoi abitanti (umani e non). L’inquinamento degli oceani è la conseguenza più preoccupante che riguarda tutti noi. Stiamo minando un intero ecosistema marino ma se volessimo avere un punto di vista meramente egoistico, stiamo rovinando anche il cibo che arriva nelle nostre tavole. La catena alimentare sta aggiungendo un posto in più a tavola: la microplastica. Piccolissime particelle di materiale plastico (non più grandi di 5 mm) che derivano dalla frammentazione di porzioni più grandi e che impiegano secoli per decomporsi nell’ambiente. Il loro deterioramento viene causato, nel tempo, dall’azione dei raggi ultravioletti del sole, delle onde marine e del sale. Tali sostanze vengono ingerite dalla fauna marina, dagli animali più piccoli (gamberi, pesci piccoli, calamari ecc…) fino ai più mastodontici (si pensi alla balenottera comune, Balaenoptera physalus, che si nutre prendendo enormi boccate d’acqua, fino a 70.000 litri alla volta!). Problema ancor peggiore è che le sostanze nocive prodotte dall’industria e dall’agricoltura si attaccano alle microplastiche, venendo così trasportate per chilometri e chilometri nei nostri oceani. Circa otto milioni di tonnellate di plastica vengono scaricati negli oceani ogni anno e gli scienziati stimano che ci sono oltre cinque trilioni di pezzi di plastica che galleggiano in tutto il mondo. Secondo le previsioni della Ellen MacArthur Foundation entro il 2050 nel mare ci sarà più plastica che pesci. Sono dati numerici allarmanti. 

COME EVITARE L’USO SUPERFLUO DELLA PLASTICA

 “Piccole opportunità sono spesso l’inizio di grandi imprese” diceva Demostene, politico e oratore ateniese, e noi abbiamo ogni giorno l’opportunità di compiere scelte sostenibili.  Il detto “un piccolo gesto può fare la differenza” non potrebbe trovare applicazione migliore. Il singolo cittadino, modificando alcune abitudini in casa propria, può fare la differenza e contribuire alla riduzione dell’inquinamento ambientale. Se la società cominciasse a fare delle scelte d’acquisto più consapevoli, cambierebbe la domanda del mercato e di conseguenza accrescerebbe anche la responsabilità delle aziende produttrici. Diverse aziende si stanno attivando per ridurre la produzione di plastica (per esempio realizzando il packaging in cartone e non più in plastica), ma anche noi cittadini dobbiamo mostrare la nostra solidarietà alla tematica ambientale.

DIFFERENZIARE
Organizzare gli spazi per facilitare la raccolta differenziata

SCELTE DI PLASTICA CONSAPEVOLI 

La scelta più semplice e intelligente che ognuno di noi può fare è scoprire come produrre meno plastica così da diminuire il problema di differenziarla.

Qualche furbo suggerimento che puoi già iniziare a provare: 

  • Evita l’utilizzo della plastica monouso: compra una borraccia (berrai molto di più senza nemmeno accorgertene) e inizia ad utilizzare un depuratore per l’acqua (eliminerai pure la fatica di comprare le casse d’acqua al super market!).
  • Prediligi prodotti ecocompatibili (dai detersivi ricaricabili allo shampoo solido) e attento a sceglierli con un packaging riciclabile; il risparmio è garantito. 
  • Riutilizza i rifiuti (per gli amanti del bricolage, (nel caso della plastica internet offre tantissime idee creative, dalla realizzazione di vasi a mosaici ricreati con i tappi delle bottiglie); se lo spirito creativo non fa per te, puoi sempre riutilizzare alcuni contenitori o  i sacchetti per differenziare;
  • Sensibilizza i più piccoli al tema del riciclo. Non sapendo ancora leggere potrebbe essere utile incollare delle etichette o perché no realizzarle con i bambini.  Fate dei disegni che simboleggino i materiali in modo tale che anche loro possano essere autonomi e soprattutto possano esserti di aiuto;
  • Scarica le app in commercio che, grazie alla scansione del bare code, ti indicano come differenziare quel prodotto, ogni qualvolta ti sopravverrà un dubbio;
  • Porta con te dei sacchi in tessuto per fare la spesa: sono anche più resistenti
  • Fai in modo corretto la raccolta differenziata: non per non ricevere una multa salata, ma per sentirti in armonia con la natura.
Oscar Olivares: opera realizzata riciclando la plastica

LA PLASTICA: DA RIFIUTO A OPERA D’ARTE

Oscar Olivares, giovane artista venezuelano, è l’artefice di questo gigantesco murales ecologico (lungo 45 metri e alto sette) realizzato utilizzando 250 mila tappi di bottiglie di vari colori e dimensioni. L’opera si trova a Plaza Escalona, nel quartiere di El Hatillo di Caracas. L’artista si è ispirato alle forme e ai colori del pittore olandese V. W. Van Gogh. Il suo intento era quello di riqualificare il territorio e sensibilizzare sull’importanza del riciclo. L’opera è stata realizzata in soli tre mesi grazie alla collaborazione di un team e degli stessi cittadini che hanno portato i tappi di plastica raccolti personalmente. Ecco cosa recita il post che pubblicò Olivares il 27 febbraio 2020:

«Trasformazione! Un muro vuoto è un’opportunità». Lo diceva già il maestro Cruz-Diez tempo fa: «A 94 anni ti dico con sincerità che hai dovuto vivere un tempo straordinario perché tutto è obsoleto e devi inventarlo di nuovo, devi inventare un nuovo linguaggio politico che parla di democrazia, valori etici, libertà, progresso e giustizia sociale, dobbiamo inventare l’educazione e creare un paese di imprenditori, artisti e inventori, un paese dignitoso e sovrano nel contesto globale, insomma in Venezuela bisogna inventare tutto. Meraviglioso!»

Abbiamo trasformato uno spazio abbandonato in uno spazio di luce, sviluppo, arte, riflessione e incontro per tutti i venezuelani. Un lavoro che è stato possibile grazie alla formidabile iniziativa di okospiri, al supporto e al lavoro fondamentale di proyectosmaf, multirecicla alcaldiaelhatillo e centinaia di cittadini che hanno riciclato i propri tappi di plastica per rendere possibile uno dei più grandi murales ecologici del mondo. Questo 6 marzo alle 10:30 ci incontreremo in Plaza Escalona de El Hatillo per inaugurare ufficialmente l’Oko-Mural”.

IL MOMENTO MIGLIORE PER CAMBIARE E’ ORA!

La plastica è un materiale che ha rivoluzionato la nostra epoca in tanti settori, in primis quello medico. Pensare, dunque, di eliminarla completamente sarebbe infattibile. Ciò che si può (e si deve) fare è ridurne l’abuso spropositato di cui se n’è fatto negli ultimi decenni. Un uso consapevole dall’acquisto alla dismissione, fino al riciclo. Anche se non in tutti i quartieri italiani è obbligatorio fare la raccolta differenziata, si può ugualmente agire in modo green e ricavarne dei benefici. Per prima è possibile organizzare gli spazi in modo da facilitare l’inserimento di contenitori per il riciclo: esistono idee comode e funzionali da inserire in casa per poter rendere agevole la raccolta differenziata. Petitto Home Design saprà suggerirti il modo migliore per organizzare la tua cucina in chiave sostenibile.

NON TUTTA LA PLASTICA E’ UGUALE 

Risulta importante comprendere cosa e come riciclare, dal momento che non tutte le plastiche sono uguali.

Il CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) si batte da anni per un corretto riciclo post consumo e suddivide in tal modo gli imballaggi:

• PP (Polipropilene): contenitori per alimenti, flaconi per detersivi e per prodotti per l’igiene personale;

• PE (Polietilene): sacchetti, bottiglie e flaconi per detergenti e pellicole;

• PVC (Polivinilcloruro): film, blister e involucri sagomati ed etichette;

• PET (Polietilentereftalato): bottiglie di bibite e acqua naturale;

• PS (Polistirolo): vaschette per alimenti, piatti, bicchieri e tappi.

Tutti i prodotti riportano tali sigle sulle etichette, rendendone più semplice la differenziazione. Purtroppo le regole sulla differenziata non sono omologate, per cui è necessario informarsi sulle linee guida del comune di appartenenza.  

Pandaa House

SE LA DIFFERENZIATA NON C’E’… NESSUN PROBLEMA!

Se nel proprio comune la raccolta non è ancora obbligatoria, vengono in aiuto i punti di raccolta comunali o realtà come “Paandaa House” ossia raccoglitori di plastica e lattine presso attività commerciali. Queste “isole ecologiche” portano benefici a tutti: 

• agli utenti, perché oltre ad avere un guadagno “morale” ottengono anche dei buoni sconto presso le aziende che aderiscono;

• alle piccole e grandi aziende, perché utilizzando questo strumento promozionale possono aumentare e fidelizzare la clientela;

• all’ambiente (ultimo ma non meno importante), perché aumentando il riciclo della plastica diminuiranno le emissioni di anidride carbonica necessaria per la produzione di questo materiale. 

INCONTRO RAVVICINATO CON PLASTIC FREE

Abbiamo avuto il piacere di parlare con Cristina Genna, referente di Plastic Free per Marsala (TP). Per chi non conoscesse ancora questa ammirevole realtà, vi invitiamo a visitarne il sito in cui è possibile, digitando la propria città, scoprire tante importanti iniziative per ripulire l’ambiente. Si tratta di un’associazione di volontariato senza scopo di lucro, con oltre 900 referenti in tutta Italia, con l’obiettivo di aumentare la percezione nelle persone sulla pericolosità dell’inquinamento da plastica, in particolare quella monouso. Ad oggi hanno raccolto 1.001.225 Kg di Plastica. Questi sono i dati verso i quali dobbiamo volgere lo sguardo. Dati che ci dimostrano che i cittadini stanno prendendo coscienza del problema e si stanno mobilitando. 

UN’ONDA BLU 

Si definiscono “un’onda blu”: nata come una piccola associazione, hanno travolto sempre più persone in tutta Italia grazie alla loro voglia di sensibilizzare e animare i cittadini ad operare per il bene del pianeta. « Realtà che non conosce confini di età, che crea dinamiche sociali comunitarie. Si lavora insieme per essere in sinergia con l’ambiente in cui viviamo» afferma con gioia Cristina: giovani e anziani uniti indistintamente per un obiettivo comune. È importante dimostrare la nostra solidarietà in un momento storico così critico. Domenica 26 Settembre è la data individuata da Plastic Free in quanto data nazionale di raccolta della plastica e dei rifiuti abbandonati. Fatevi un regalo: partecipate e vedrete quanto sarà soddisfacente esclamare a fine giornata: “Oggi ho fatto qualcosa di utile per il pianeta!”

Se quest’articolo sarà servito ad aumentare la consapevolezza anche di un singolo cittadino sull’importanza del riciclo della plastica ci riterremo soddisfatti. 

Arredi sostenibili: cos’è la formaldeide?

formaldeide e l'aria che respiri in casa
Fare attenzione all’emissione di formaldeide in casa migliora l’aria che respiri tu e i tuoi figli

Formaldeide: cosa è e quando è nociva.

Se volete un arredamento sostenibile dovete fare attenzione alla qualità dei vostri mobili e conoscere la formaldeide. Perché? Ve lo spiegheremo in questo articolo! 

Solitamente si sceglie un arredo in base all’estetica, alla comodità, allo stile, al prezzo ma… Quanto si è consapevoli dei materiali che lo compongono? Nell’ultimo anno abbiamo trascorso a casa parecchi mesi e abbiamo capito quanto sia importante vivere in un ambiente accogliente e salubre: in una “casa dolce casa”. 

In questo articolo scoprirete cos’è la formaldeide, i suoi impieghi e quali sono i parametri massimi consentiti dalla legge in Italia.

Che cosa è la formaldeide?

La formaldeide, commercialmente nota con il nome di  formalina, è un composto organico dall’ odore pungente. È presente in natura in percentuali trascurabili (per esempio in alcuni alimenti) oppure viene prodotta dalla combustione di fornelli a gas, fumo delle sigarette o candele, o ancora viene utilizzata dalle industrie per vari scopi.

Di seguito un elenco che sintetizza i possibili usi di formaldeide da parte delle industrie:

  • Le resine, vengono utilizzate nell’edilizia, per le loro proprietà adesive. Servono ad incollare pannelli di truciolato, nobilitato o MDF (Medium-Density Fibreboard) o con proprietà isolanti per pannelli fonoassorbenti o schiume isolanti;
  • In cucina, viene utilizzata come additivo alimentare con la sigla E240, soprattutto per la conservazione di prodotti affumicati;
  • Nei tessuti si usa nel trattamento di alcune tinture ad esempio in tappeti o moquette per renderli più resistenti ai lavaggi;
  • In casa potreste trovarla in alcuni detersivi grazie alle sue proprietà disinfettanti.

Il motivo di una tale diffusione d’impiego è dovuta principalmente a due fattori: costo contenuto e facilità di utilizzo.

Gli usi sono tra i più svariati e comuni ed è proprio per questo che la formaldeide è uno degli agenti  inquinanti più diffusi negli ambienti indoor

Quando è nociva?

Nelle case prefabbricate spesso la formaldeide è presente in quantità interessanti tanto da essere preoccupanti. Questo avviene perché dove ci sono interventi edilizi i pannelli di truciolato possono avere un’emissione esagerata di formalina.

Gli effetti dell’inalazione di tale sostanza sono molteplici e dipendono dalla durata e dalla quantità al quale si è stati esposti. IL pericolo è maggiore nel caso di soggetti immunologicamente sensibili. I sintomi più frequenti sono irritazione delle vie aeree e delle mucose, tosse, mal di gola ed eritemi cutanei: questo nei casi più lievi.

L’AIRC (Associazione Internazionale per la Ricerca sul Cancro), infatti, nel 2004 ha classificato la formaldeide all’interno del Gruppo 1 come cancerogena. Già la Circolare del Ministero della Sanità n°57 del 22 giugno 1983 “Usi della formaldeide: rischi connessi alle possibili modalità d’impiego” aveva dichiarato la sua tossicità della formaldeide. Il limite massimo, in base alla circolare suddetta è di 100 microgrammi/metro cubo (pari a 0,1 parti per milione). Tale normativa verrà riconfermata dal Decreto Ministeriale del 10 ottobre 2008.  

Come tutelarsi?

Le soluzioni per ridurre al minimo la presenza di formaldeide nelle vostre case sono:

  1. Acquistare mobili Made in Italy, dal momento che le aziende italiane devono sottostare alla normativa vigente;
  2. Prediligere mobili con sigla FF (senza formaldeide) o che rientrino nella classe E1 (con  bassi tassi di formaldeide);
  3. Far arieggiare e dunque garantire una buona ventilazione alla casa;
  4. Utilizzare purificatori d’aria o comunque cercare di mantenere una temperatura moderata costante in quanto un aumento o un abbassamento repentino di temperatura ne aumentano il rilascio.

Negli anni la formaldeide tende a volatilizzarsi nell’ambiente circostante: ecco perché dobbiamo fare acquisti consapevoli. L’azienda Petitto Home Design sceglie con cura le ditte con cui lavorare in base alla sostenibilità dei materiali, dalle cucine alle camerette per i vostri bambini.